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  • Dino Giovannini

Counseling psicologico e pandemia


Il Counseling psicologico può essere definito come una particolare relazione d’aiuto chiesta volontariamente da una persona a una figura professionale, lo psicologo, per ricevere un supporto finalizzato a mobilitare risorse interne ed esterne a fronte di problematiche incontrate. Occorre tener ben presente che si tratta di un intervento relativo a problematiche personali o interpersonali non caratterizzate da patologie e che dunque non va confuso con interventi di psicoterapia.

L’intervento di counseling è pertanto una relazione di aiuto utile per individuare e potenziare le risorse interne del soggetto e per favorire il raggiungimento di diversi obiettivi, fra cui facilitare il miglioramento della qualità della sua vita e aumentare il proprio benessere psicologico. Le ragioni che portano a chiedere un aiuto possono consistere nel cercare di rispondere, ad esempio, ad un bisogno specifico relativo all’ambito familiare, ai rapporti affettivi, agli ambiti lavorativi e di autorealizzazione, per intraprendere un cambiamento personale. Oltre che da un singolo individuo la richiesta per affrontare un disagio condiviso può essere fatta anche da un gruppo di persone (counseling di gruppo), per affrontare forti disagi come quelli provocati dalla pandemia.

Il counseling psicologico è dunque una relazione di aiuto fra il consultante (un soggetto individuale) che si rivolge a uno specialista, il consulente (Counselor), che per interventi di counseling psicologico in relazione d’aiuto deve essere uno psicologo in quanto figura competente nel condurre il soggetto ad individuare il modo migliore per affrontare la situazione di disagio. Si tratta di una relazione di aiuto nella quale il “cliente” viene supportato per facilitare una migliore conoscenza di sé, per favorire l’accettazione dei suoi problemi e per renderlo capace di gestirli utilizzando le sue risorse personali.

Lo psicologo-counselor è la figura professionale in grado di dare risposte di aiuto attraverso interventi che mirano a porre gli individui e i gruppi in una condizione di empowerment. Il termine empowerment (letteralmente “acquisizione di potere”) si riferisce ad un processo da intendersi come capacità di intervenire attivamente nella propria vita, capacità caratterizzata dal senso di padronanza e controllo che il soggetto sperimenta nei confronti del suo mondo interno e di quello esterno.

Il Counseling psicologico favorisce inoltre l’autostima del soggetto, in quanto è attraverso la relazione di aiuto che il counselor lo rende consapevole della possibilità di utilizzare e potenziare le risorse necessarie per raggiungere i propri obiettivi. E’ dunque possibile per il counselor accompagnare alla scoperta delle proprie risorse chi chiede un supporto ed è motivato a soddisfare il proprio bisogno di autorealizzazione. Secondo Carl Rogers, il presupposto che costituisce il rapporto di Counseling psicologico è che chi chiede aiuto ha già in sé le risorse necessarie per superare i problemi e dunque le forme di disagio e malessere da essi prodotti.

Il counseling psicologico è un valido strumento per fronteggiare anche la Pandemic fatigue (si veda il nostro post su questo argomento) ed è uno dei servizi offerti dallo Studio PM - Psicologia e Management.


dinogiovannini@studiopm.srl

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